Hai allegato il file, premi invio e arriva l'errore: l'allegato è troppo grande. Succede con video, cartelle di foto, PDF pieni di immagini, presentazioni. Non hai sbagliato niente: la posta elettronica non è nata per spostare file pesanti.
Questa guida spiega perché succede e quali strade hai, dalla più semplice. Se hai fretta, la soluzione più veloce è mandare un link invece del file: con Purpurri Transfer puoi inviare file grandi gratis, fino a 5 GB, senza creare un account.
Verifica dei limiti aggiornata all'8 ottobre 2026.
Ogni servizio di posta fissa un tetto alla dimensione dei messaggi. Inoltre, durante l'invio gli allegati possono occupare più spazio rispetto al file originale: per questo anche un file vicino al limite può comunque essere rifiutato.
Il limite può entrare in gioco in due momenti: il tuo servizio di posta, che può bloccare l'invio, e quello di chi riceve, che può rifiutare il messaggio anche se il tuo l'ha accettato. Per questo anche un file sotto il tuo limite può non arrivare.
Questi sono i valori indicati dalle pagine di assistenza ufficiali alla data di verifica. Possono cambiare e, per gli account di lavoro o scuola, li decide spesso l'amministratore.
| Servizio | Limite indicato | Oltre il limite |
|---|---|---|
| Gmail (account personale) | 25 MB | Google consiglia di salvare il file in Drive e inserire un link |
| Outlook.com | 25 MB (messaggio comprensivo di testo e allegati) | Microsoft consiglia OneDrive; i file collegati possono arrivare fino a 2 GB |
| iCloud Mail | Con Mail Drop, allegati fino a 5 GB | Il file resta scaricabile per 30 giorni |
Due precisazioni utili. Con Gmail e Outlook aziendali o scolastici il limite può essere diverso da quello degli account personali. E se il servizio di chi riceve ha un limite più basso, il messaggio può comunque non essere consegnato, come avverte anche Apple per Mail Drop.
Fonti ufficiali: Gmail, Outlook.com, Mail Drop.
La posta elettronica non è nata per spostare file pesanti.
È la soluzione più semplice: il file viene caricato online e nell'email metti solo l'indirizzo per scaricarlo. L'email resta leggera e il destinatario scarica quando vuole.
Puoi usare un servizio di trasferimento file. Con Purpurri Transfer carichi il file, copi il link e lo incolli nell'email. Il destinatario non deve registrarsi.
Se hai già Google Drive, OneDrive o iCloud, puoi condividere il file da lì. Gmail e Outlook offrono questa scelta direttamente nella scrittura del messaggio. Funziona bene, ma devi gestire i permessi: se il destinatario non ha accesso, non apre il file. E il file occupa il tuo spazio finché non lo rimuovi.
Comprimere aiuta con documenti e testi, molto meno con foto e video, che sono già compressi. Lo ZIP è utile soprattutto per riunire molti file in un unico allegato. Non conviene contare su questo metodo per scendere sotto i 25 MB un video di alcune centinaia di MB.
Alcuni servizi hanno una funzione dedicata, come Mail Drop per iCloud Mail. Sono comode perché integrate direttamente nel servizio di posta, ma ognuna ha regole, limiti e scadenze diverse: controlla sempre quelle ufficiali.
Non serve creare un account. Il servizio è gratuito e senza pubblicità.
Per proteggere il link aggiungi una password e comunicala su un canale diverso da quello del link. I file viaggiano su connessione HTTPS e sono archiviati in modo cifrato.
Se stai valutando altri servizi, nella guida alternative a WeTransfer trovi un confronto tra servizi gratuiti e senza account.
Un link al posto del file: l'email resta leggera e il destinatario scarica quando vuole.
Non con un allegato normale: i servizi principali si fermano molto prima. Il modo pratico è inviare un link.
Con Purpurri no: apre il link e scarica.
14 giorni dall'invio.
Per altri dettagli, consulta le domande frequenti.
Niente registrazione, niente allegati rifiutati: invia file grandi gratis con Purpurri Transfer.